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L'ARCO IMMOBILIARE di Silvio Cauterucci - Via Lauro 194 | 87029 SCALEA (CS)
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CHI SIAMO



L'ARCO IMMOBILIARE di Silvio Cauterucci, legalmente iscritta al ruolo degli agenti d’affari in mediazione della provincia di Cosenza (c/o la c.c.i.a.a. al n.734), da anni si occupa di consulenza nel settore immobiliare mettendo a disposizione la propria esperienza a favore di tutta la clientela che si rivolge alla nostra agenzia.

Sia per gli inserzionisti che intendono vendere i propri immobili sia per i compratori, L'ARCO IMMOBILIARE offre un'ausilio valido e concreto, l'assistenza necessaria per vendere meglio e comprare ottimi immobili, grazie all'esperienza maturata nel corso degli anni nel settore dell'edilizia, avendo costruito e ristrutturato innumerevoli fabbricati sul territorio.

Siamo in grado di garantire un rapporto leale ed amichevole duraturo nel tempo. L'ARCO IMMOBILIARE potrà assistervi in ogni vostra esigenza con preventivi, ristrutturazioni e nella scelta di eventuali mutui, avendo siglato partnership con diversi istituti bancari. Sarete seguiti amministrativamente fin al rogito evitandovi d'incorrere in sorprese spiacevoli.


SCALEA

Scalea è uno dei paesi più antichi dell'Alto Tirreno Cosentino situato a 109 km dal capoluogo Cosenza, a 25 metri sulla costa tirrenica, alla destra della foce del fiume Lao e conta circa 10.000 abitanti.

Scalea è sinonimo di mare e vacanze, ma anche di cultura, storia e tradizioni. Qui hanno lasciato le loro tracce l'”uomo di Neanderthal” e l'”homo sapiens” alcuni millenni prima della venuta in Calabria dei colonizzatori greci. Sono in seguito venuti i romani, che hanno edificato la città di Lavinium dopo l'abbandono di Laos, antica colonia sibarita; vi è stato il dominio bizantino e poi normanno: intorno al Castello, da loro edificato, in cima al borgo antico, è nata Scalea, così denominata, secondo più fonti, per la sua particolare struttura urbanistica (“a scale”). Nell'epoca sveva, angioina, aragonese e spagnola, Scalea è stata importante centro di potere e rinomato cenacolo di studi. Durante queste fasi storiche si è arricchita di monumenti e opere d'arte che possiamo tutt'ora ammirare.

Da qualsiasi punto del centro storico la vista spazia sul mare, che ha sempre rappresentato per Scalea un elemento di vitale importanza per lo sviluppo, facilitando le transazioni commerciali e gli scambi culturali. Mare che è stato teatro di battaglie, sin dai tempi di Enea, dal quale arrivarono i Saraceni e partirono le fazioni amiche per le Crociate, ed al quale ogni scaleoto si sente inevitabilmente legato. Questo mare è oggi più tranquillo d' un tempo ed è una meta ambita di tanti turisti che scelgono questa località per godere il sole, le spiagge, le scogliere, e scoprono un borgo medievale di indiscusso fascino, solido punto di riferimento di una cittadina che guarda sempre più lontano e che divenuta, ormai da anni, la più importante realtà turistica, economica e sociale della Riviera dei Cedri.

Da Largo Saverio Ordine, sul quale affaccia la Chiesa di San Nicola in Plateis, si può agevolmente seguire un itinerario che permette di visitare il suggestivo centro storico. Varcato il “supporto” di via Metastasio, un vicolo a gradini che sottopassa antiche case, tra le quali quella natale del filosofo Gregorio Caloprese, maestro di Gravina e dello stesso Metastasio, si va verso la Chiesa di San Nicola in Plateis, che ha un' austera cripta di stile protoromanico con volta a crociera e che conserva il cenotafio dell' ammiraglio scaleoto Ademaro Romano, regio consigliere angioino, recante pregevoli sculture della scuola di Tino da Camaino, la tomba del Caloprese e una preziosa pala d' altare del Cinquecento.

Dopo il Palazzo Palamolla (che ha un finestrone ad arco ben visibile dalla “marina”) si va verso il Palazzo dei Principi Spinelli, del XII secolo, austera costruzione al qui interno sono conservati affreschi del Seicento e nel cui cortile e nella sotttostante omonima piazza si svolgono le più importanti manifestazioni culturali scaleote. Da Piazza De Palma, salendo per la scalinata Cesare de Bonis, si giunge alla chiesetta basiliana dello “Spedale”, ostello dei viandanti e dei Crociati, con affreschi dell' XI e XII secolo. Nei vicoli si respira un' aria che sa di storia e tradizioni e l'inconfondibile aroma, in ogni stagione, del basilico e di altri profumi mediterranei.

I diversi periodi storici che Scalea ha vissuto sono presenti negli stili architettonici dei palazzi partizi e delle chiese. Gradino dopo gradino, si arriva a Largo Cimalonga dove, nell' omonima torre cilindrica usata come prigione sino a non molti anni fa, ha sede l'Antiquarium che custodisce reperti archeologici della valle del Lao. Si prosegue ancora (la segnaletica turistica è ben pesente) e, alla sommità della “scalea” si erge la Chiesa di Santa Maria d'Episcopio, con al suo interno, tra le altre opere, le due tele dell' 700 (“L'Annunciazione” e “La Circoncisione” di Paolo de Matteis, artista della scuola napoletana del Solimena) e una scultura lignea raffigurante San Domenico, del XVII secolo.

Appena più in alto i ruderi del Castello Normanno, dove nel 1250 nacque Ruggero di Lauria, ammiraglio aragonese, tra i protagonisti della Guerra dei Vespri. Da qui si gode un panorama mozzafiato, con al centro la Torre Talao, simbolo di Scalea, edificata – come tante altre postazioni di avvistamento sulla costa a difesa dalle invasioni turche – verso la metà del 1500, su quello che fino a qualche decennio fa era un isolotto. Il ritorno alla “marina” permetterà di cogliere tra i vicoli la “mediterraneità” di questo antico borgo, con i gerani ai balconi, i locali tipici, le botteghe, la spontaneità e l'ospitalità della gente che lo abita.

La spiaggia nel territorio scaleoto si estende per circa 7 km: dalla “Bruca” (a sud della foce del fiume Lao), sino all' “Ajnella”, al termine del Lungomare Ruggero di Lauria. E qui inizia la costa alta, la scogliera dello “Jditale”, che prosegue sino a Capo Scalea. È consigliabile visitarla con una barca che permetta di avvicinarsi o addentarsi nelle meravigliose grotte (le più suggestive sono quelle della “Pecora” e del “Trasi e Jesci”, di scrutare il fondo marino, vero e proprio paradiso dei sub, e di fermarsi nelle isolate spiaggette, nascoste tra le rocce.

 
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